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Altri edifici e nuovi progetti

I molti edifici di proprietà dell’Ateneo sono stati edificati in periodo molto diversi, dal medioevo ad oggi. E diversi sono anche i progetti futuri per l’edilizia universitaria padovana.

Alcune strutture conservano tracce della loro origine medievale: a Palazzo del Bo, la torre campanaria, i soffitti travati delle Sale di Laurea di Medicina e Lettere e alcuni brani ad affresco; presso la Sala dei Giganti a Palazzo Liviano, il ritratto, pur ampiamente rimaneggiato, di Francesco Petrarca; o ancora la decorazione parietale di probabile età carrarese in Palazzo Maldura. Di impianto medievale è anche l’ ex Teatro Ruzzante, in riviera Tito Livio.

E nei secoli successivi, l’Università di Padova ha acquisito sempre nuove e straordinarie sedi…

Palazzo Selvatico Luzzatto Dina
Via del Vescovado, 30 – 35141 Padova
Fin dal Quattrocento l’edificio è la residenza principale della famiglia Selvatico, a cui si deve nel corso dei secoli la sistemazione. Nei numerosi ambienti della dimora nobiliare si possono ancora apprezzare i resti delle fastose ornamentazioni a stucco e ad affresco realizzate a più riprese tra il XVI e il XVIII secolo. Dal 1989 appartiene all’Università come lascito testamentario dell’ultima erede dei Luzzatto Dina.

Palazzo Mocenigo Belloni Battagia (poi Casa della Studentessa)
Via Sant’Eufemia, 3/4 – 35121 Padova
Il complesso comprende un palazzo cinquecentesco, più volte ampliato e rimaneggiato, anche in tempi recenti, e un edificio progettato per l’Università di Padova dall’architetto Giulio Brunetta nella seconda metà del Novecento.  Adibito a collegio femminile universitario, il palazzo è stato chiuso al pubblico dopo il terremoto del 2012. Nell’edificio storico si osserva ancor oggi un interessante ciclo di affreschi, attribuiti a importanti maestranze del Cinquecento e del Seicento. Guarda il video per saperne di più

Palazzo del Capitanio e Sala delle Edicole
Piazza Capitaniato 3 – 35139 Padova
Già sede di uno dei due reggenti veneziani in città, il palazzo si sviluppa sull’area dell’antica Reggia dei Carraresi. Profondamente rinnovato agli inizi del XVII secolo, con la caduta della Serenissima passa nelle mani di vari enti che lo frammentano, finché nel 1960 viene in parte ceduto all’Ateneo, che lo destina a sede dell’allora Facoltà di Magistero. Vestigia del suo antico splendore permangono in particolare al piano superiore, in uno degli ambienti dell’attuale biblioteca con fregio dipinto e soffitto alla sansovina, e nella maestosa Sala delle Edicole, affrescata nel 1607 da Gaspare Giona.

Palazzo Michiel Contarini
Via San Massimo, 33 – 35131 Padova
Palazzo cinquecentesco dei fratelli Giovanni Alvise e Fantin Michiel, è stato attribuito ad Andrea Moroni, architetto all’epoca molto attivo in città. Passato per via ereditaria ai Contarini, dopo vari cambi di proprietà, nel 1875 è acquistato dal Comune, mentre un secolo dopo perviene all’’Università, che lo adibisce a collegio. Nel sottoportico, affreschi databili al tardo Cinquecento.

Palazzo Sala
Via S. Francesco, 13 – 35121 Padova
Dimora cinquecentesca dei Sala, nobile famiglia padovana di origine germanica, ha subito nel corso degli ultimi due secoli una serie di radicali trasformazioni, legate alle sue diverse destinazioni d’uso: a fine Ottocento Scuola di disegno Pietro Selvatico, poi sede dell’ENPAS e dal 1966 palazzo dell’Università.
Interessante la facciata, con elementi plastici eterogenei, in cui si condensano scelte lessicali di varia provenienza geografica e diversi livelli artistici. Al suo interno conserva un importante fregio a fresco, coperto alla vista da controsoffittature.

Palazzo MalduraPalazzo Maldura
Piazzetta Gianfranco Folena, 1 – 35137 Padova

Costruito entro il 1769 da Giambattista Novello per il giurista Andrea Maldura, il palazzo costituisce uno dei casi più interessanti ed eloquenti della pittura monumentale ad affresco a Padova nel periodo dal tardo barocco ai primi decenni dell’Ottocento. Tra i maestri impegnati nella ricca ed estremamente variegata decorazione dei suoi ambienti si ricordano Cedini, Mengardi e Canal. Dopo un periodo di abbandono, il palazzo viene acquistato dall’Università nel 1970. 

Palazzo Wollemborg
Via del Santo, 28 – 35123 Padova
L’aspetto del palazzo è l’esito del rifacimento della precedente dimora Capodilista compiuto da Antonio Noale nel corso dell’Ottocento per la famiglia Wollemborg. Anche in seguito il palazzo subisce profonde trasformazioni, soprattutto quando, nel primo Novecento, la famiglia decide di rinnovare il piano nobile secondo un gusto liberty. Del decoro più antico rimane solo il fregio in stucco, mentre in gran parte del palazzo si osserva la facies di fine XIX – inizio XX secolo. Diviene patrimonio dell’Università di Padova nel 1966.

Palazzo Dottori
Via del Santo, 28 – 35123 Padova
Costruito nel 1775 da Andrea Zorzi per la famiglia Dottori, ha avuto nel corso del tempo diversi proprietari: nei primi dell’Ottocento passai ai Lion, poi ai Wollemborg che lo affittano alla Banca d’Italia, e infine nel 1964 viene acquisito dall’Università. All’interno del palazzo è possibile ammirare l’elegante scalone monumentale con balaustre scolpite e decori in stucco.

Ca’ Borin
Via del Santo, 22 – 35123 Padova
Oggi sede delle Biblioteche di Economia e Geografia – Emeroteca, Ca’ Borin è un palazzo nobiliare di origine settecentesca, abitato fino ai primi del Novecento dai conti Borini e poi passato ai Wollemborg, che nel 1968 lo cedono all’Ateneo. Notevoli al piano nobile il fastoso Salone e la Sala del caminetto, con raffinate decorazioni in stucco della seconda metà del XVIII secolo.

Palazzina del Prefetto dell’Orto
Via Orto Botanico, 15 – 35123 Padova
L’edificio cinquecentesco, fino al 1970 adibito ad abitazione del Direttore dell’Orto botanico (tradizionalmente denominato “prefetto”), è stato profondamente rinnovato nel corso del Settecento. La facciata principale risulta caratterizzata da una serliana centrale con balcone balaustrato in corrispondenza del primo piano. Di grande pregio i pavimenti in terrazzo alla veneziana del piano nobile e le travature lignee originali, conservate quasi integralmente. È invece dispersa l’importante quadreria, ricordata nelle fonti storiche.

Palazzo de’ Claricini
Via Cesarotti, 10/12 – 35123 Padova
Il complesso edilizio, legato all’estinta famiglia bolognese de Claricini, comprende un palazzetto settecentesco a T su tre livelli e interrato con un’ala secondaria sul giardino interno, un fabbricato ottocentesco a due livelli e, sul versante sud, due giardini con un “castelletto” novecentesco dotato di torrette merlate. Di interesse le decorazioni parietali nei vani interni, specie al piano nobile del palazzetto settecentesco.

Palazzetto Costruzioni Marittime
Via Marzolo, 9 – 35131 Padova
Il palazzetto settecentesco, con funzioni abitative fino alla prima metà dell’Ottocento, poi sede dei Padri Armeni di Venezia e dal 1925 proprietà dell’Università, che vi insedia dapprima l’Orto Agrario e quindi l’Istituto di Costruzioni Marittime dell’allora Facoltà di Ingegneria, è connotato da un grande portico sul fronte strada in pietra lavorata, con pilastri quadrati binati a formare tre campate e mascheroni in chiave di volta. L’interno è articolato sui tre piani attorno a un grande salone passante, con solaio in travi lignee.

Palazzo Duodo (Poi ex Disegno)
Via Jappelli, 1 – 35121 Padova
Già proprietà dei nobili veneziani Michiel, negli anni venti del Settecento il palazzo viene acquistato dai Duodo, che ne attuano una profonda ristrutturazione, intervenendo in particolare sulla facciata: all’epoca il complesso risulta costituito dal palazzo principale, una piccola corte sul canale di Santa Sofia e un giardino, oltre a vari annessi. Nell’Ottocento la proprietà passa alla famiglia Sceriman e quindi all’Istituto di Pubblica Beneficenza Manin di Venezia, che lo mantiene fino agli inizi del Novecento, quando viene acquisito dall’Università. Il complesso si presenta oggi composto da due edifici con autonoma configurazione, separati da un cortile aperto sulla strada e uniti da un corpo edilizio a due piani fuori terra, con a piano terra una loggia a tre fornici.

 

Palazzo Anselmi Casale
Lungargine del Piovego – 35131 Padova

Palazzo Levi-Cases
Via del Santo, 33 – 35123 Padova
Il complesso, entrato in possesso dell’Università in seguito al lascito dell’ingegner Giorgio Levi-Cases nel 1961, è il risultato di una serie di trasformazioni avvenute intorno alla metà dell’Ottocento, in concomitanza con il rinnovamento edilizio del confinante palazzo Giacomini ad opera di Giuseppe Jappelli. Fronte strada, a quattro piani fuori terra, Palazzo Levi-Cases presenta un assetto tripartito, con vasto portego passante al piano terra, che mette in comunicazione la strada e la corte interna e permette inoltre di accedere alle sale poste ai lati nord e sud: l’accesso al vano scale principale si trova lungo la parete nord, marcato da un bel portale in pietra architravato. Di particolare interesse i frammenti di un fregio a bassorilievo di gusto neoclassico, presenti in uno degli ambienti a piano terra, e al primo piano il salone passante con pavimento ligneo a disegno geometrico; nella “sala riunioni” si ammira invece un soffitto settecentesco dall’elaborata travatura lignea.

Complesso di Ingegneria
Strutturato attorno a due cortili, il complesso viene costruito in fasi successive tra il 1911 e il 1919 a partire dall’originario progetto dell’ingegnere Daniele Donghi. Nei decenni successivi conosce numerose e significative aggiunte e riorganizzazioni distributive, che in gran parte ne cancellano le caratteristiche originarie. L’edificio conserva le pitture murali realizzate in diversi momenti dall’artista e decoratore padovano Giovanni Vianello

Edificio di Fisica
Via Francesco Marzolo, 8 – 35121 Padova.
Inaugurato nel 1937 dal “padre” della fisica dei raggi cosmici Bruno Rossi, l’istituto presenta caratteri tipici dell’architettura razionalista, con forme pulite ed essenziali, massima funzionalizzazione degli spazi, impiego di materiali moderni, come il cemento armato con camere d’aria per i solai, il linoleum per i pavimenti dei laboratori e delle aule, l’asfalto compresso per la pavimentazione delle officine, i materiali leggeri del solaio presente nel laboratorio per le ricerche sulla radiazione cosmica posto nel corpo della torre, con pareti completamente schermate da reti metalliche. Innovative per l’epoca anche alcune soluzioni adottate per gli impianti e la strumentazione di aule e laboratori, oggi in parte dispersa, espressamente ideata e realizzata per agevolare la ricerca.

Istituti anatomiciIstituti anatomici
Via Gabelli, 63/65/67 – 35121 Padova.
Eretti nel 1922 su progetto dell’architetto aretino Guido Fondelli in un’area adiacente all’Ospedale Giustinianeo, gli Istituti Anatomici, originariamente destinati a ospitare gli Istituti di anatomia umana normale, medicina legale e anatomia patologica, presentano una struttura a forma di E orizzontale. Di particolare interesse l’Aula Falloppio, splendido teatro anatomico con struttura lignea, la vicina Aula Acquapendente, sala settoria, e lo studio Morgagni, autentico gioiellino con apparato decorativo e mobilio storico. Gli Istituti ospitano il Museo Morgagni di Anatomia e, dal 2022, un originale murales di Milo Manara.

Istituti chimici
Via Francesco Marzolo, 1 – 35131 Padova.
Il complesso è l’esito di una serie di trasformazioni che tra gli anni cinquanta e gli ottanta del secolo scorso hanno interessato l’edificio primo-novecentesco progettato dall’ingegner Tomasatti, portando all’annessione di nuovi istituti afferenti alla medesima disciplina. La parte storica, che resta leggibile per un proprio stile architettonico indipendente di gusto eclettico, ammiccante allo stile neorinascimentale in alcuni dettagli decorativi in facciata, è costituita da un edificio a due piani sopra terra dalla pianta a “E”, con annessa un’aula didattica gradonata in legno.

Istituto di Farmacologia
Largo Meneghetti, 2 – 35131 Padova.
Realizzato su progetto dell’ingegner Tomasatti nei primi anni del Novecento, l’edificio presenta una peculiare forma a L, dettata dalla configurazione triangolare del lotto. Durante la prima guerra mondiale servì come alloggio per gli allievi ufficiali e tornò a disposizione dell’Università soltanto nel 1919: fu allora che venne dedicato a Francesco Buonafede, primo titolare della cattedra di Materia Medica. Sotto la direzione di Egidio Meneghetti, nel 1932, l’edificio vide un ampliamento che andò ad alterarne la forma originaria; un secondo ampliamento fu portato a termine negli anni cinquanta, citando lo stile eclettico dell’edificio principale, da cui quasi non si distingue.

Istituto di Fisiologia e di Chimica organica
Via Marzolo 3 – 35131 Padova.

Istituto di Igiene
Via Loredan, 18 – 35131 Padova.
Il complesso conserva sostanzialmente inalterata la planimetria originaria dell’edificio storico, progettato dall’ingegner Tomasatti nei primi anni del Novecento, con forma ad “E”. Distintivi del gusto dell’epoca gli elementi decorativi in stile déco, che caratterizzano in particolare il prospetto principale, da cui è però stato rimosso l’originale fastigio. Sul finire degli anni settanta il corpo centrale viene rialzato, viene prolungata l’ala oltre il vano scala principale al piano terra e seminterrato e si realizza un ampliamento di consistenza minore del corpo di fabbrica a ovest per tutta l’altezza dell’edificio.

Casa dello Studente Fusinato
Via Marzolo, 6 – 35131 Padova.
La costruzione dell’edificio risale al 1922: l’obiettivo era quello di creare un complesso polifunzionale per gli studenti meritevoli dell’università, comprendendo anche spazi complementari come la palestra e la biblioteca. La Casa, importante esempio dell’architettura razionalista italiana, viene inaugurata nel 1935, diventando simbolo delle opere realizzate a favore degli studenti. Chiusa nel 2005, la residenza è ora oggetto di un importante intervento di riqualificazione.

Osservatorio di Asiago
Via dell’Osservatorio 8, 36012 Asiago (VI)
L’Osservatorio Astrofisico sull’Altipiano di Asiago, inaugurato il 27 maggio 1942, viene progettato dall’ingegnere Daniele Calabi. Il complesso comprende una torre d’osservazione e un edificio destinato alle abitazioni degli astronomi e agli uffici. Il telescopio e la cupola girevole sono ideati dalle Officine Galileo di Firenze. Dopo essere stato utilizzato per molti anni per la ricerca scientifica, il telescopio è oggi impiegato soprattutto per fini didattici. Approfondisci

Stazione Idrobiologica di Chioggia
Isola, Calle S. Domenico, 3 – 30015 Chioggia (VE).
La stazione Idrobiologica fu istituita nel 1940, nel quadrante di nord-est dell’isola di San Domenico, e due anni dopo fu concessa in uso gratuito e perpetuo all’Università di Padova. Da allora vi si compiono studi pionieristici sugli ecosistemi della laguna di Venezia e dell’Alto Adriatico, sulla protezione e gestione dell’ittiofauna e l’allevamento di nuove specie ittiche. Dei due edifici che compongono la Stazione Idrobiologica, il maggiore (circa 450 m²) è da sempre stato adibito ad attività di ricerca, mentre il secondo (di circa 250 m²), in passato destinato ad abitazione del custode, è oggi una funzionale foresteria in grado di ospitare fino a dieci persone.

Ex Gruppo Rionale Bonservizi
Via Giordano Bruno 27 – 35124 Padova
Il complesso architettonico viene edificato nel 1938 come sede del gruppo rionale fascista. Poco tempo dopo diventa base delle Brigate Nere della RSI e in seguito sede del comando inglese. Viene riconvertito all´uso civile e utilizzato dall’Università di Padova prima come casa dello studente, poi come sede del Centro Universitario Sportivo, ente che ancor oggi ne gestisce gli spazi.

Gli edifici rappresentativi della stagione edilizia, che va dalla seconda metà del Novecento ad oggi, sono frutto di apposite commissioni dell’Ateneo. Se nel dopoguerra prevalgono gli affidamenti diretti a personale interno o comunque variamente legato all’Università, negli ultimi anni gli incarichi vengono assegnati mediante gare, che vedono la partecipazione di prestigiosi studi anche internazionali.

Clinica Pediatrica
Progettata dell’architetto Daniele Calabi, la Clinica Pediatrica, viene inaugurata nel 1956. L’edificio presenta una rigorosa organizzazione planimetrica, impostata su un nodo centrale da cui si sviluppano due blocchi, e una minuziosa scelta dei materiali che restituiscono all’esterno la suddivisione funzionale tra i due nuclei. Nell’atrio di ingresso della Clinica è conservato il mosaico realizzato da Gino Severini.

Clinica Ostetrica
La clinica, dal 1890 situata nell’ex villa del vescovo Nicolò Giustiniani, tra il 1953 e il 1956 è oggetto di una serie di interventi di ristrutturazione e ampliamento. Il progetto è sviluppato dagli architetti Daniele Calabi e Giulio Brunetta, ma viene poi portato avanti solo da quest’ultimo. Di particolare interesse è la Cappella, con molteplici interventi decorativi realizzati nel secondo dopoguerra

Clinica Ortopedica

Clinica Semeiotica (Già Clinica Farmaceutica)

Clinica Dermofisopatica

Osservatorio astrofisico di Asiago
Il 27 maggio 1942 venne inaugurato l’Osservatorio di Asiago, in assenza del suo progettista, Daniele Calabi, allontanato in seguito ale leggi razziali. L’Osservatorio, per il quale aveva scelto una pietra estratta da cave locali, grigio-rosata, era costituito da due edifici: la torre di osservazione, posta sul punto più alto del terreno, e un fabbricato destinato agli uffici e alle abitazioni degli astronomi. Il telescopio, a specchio parabolico, fu costruito dalle Officine Galileo in concerto con una commissione tecnica dell’Ateneo di Padova. Approfondisci

Policlinico
Il Policlinico viene realizzato tra il 1952 e il 1954 per accorpare in un unico edificio le diverse cliniche, che non avevano trovato spazio nell’area antistante. Il progetto è  sviluppato da Daniele Calabi e da Giulio Brunetta, ma poi portato a termine solo da quest’ultimo. Nell’atrio una serie di interessanti pitture murali realizzate da Gino Morandis, artista spazialista.

Casa della Gioventù Universitaria (Bressanone)
Venne inaugurata nel 1953 la casa della gioventù a Bressanone, paese in cui già da due anni si tenevano corsi estivi di aggiornamento dell’Università di Padova. Il progetto è dell’ingegnere e architetto Giulio Brunetta, che ha firmato anche diversi altri edifici dell’Ateneo.

Torre Archimede

Fiore di Botta
Inaugurato il 30 settembre 2014, il polo didattico di Biologia e Biomedicina è una struttura progettata dall’architetto ticinese Mario Botta. Il nome è dato dalla planimetria, che presenta cinque edifici disposti a raggiera.  Ancora oggi costituisce uno dei complessi universitari più all’avanguardia da un punto di vista tecnologico, sia a livello edilizio che impiantistico. Approfondisci

Complesso di Psicologia

Dipartimento di Geoscienze

Complesso Beato Pellegrino
Nel 2019 è stato inaugurato il campus di via Beato Pellegrino, realizzato rigenerando gli spazi del vecchio ospedale geriatrico secondo un progetto di Paolo Portoghesi: 23.000 mq complessivi che includono una vasta biblioteca di circa 4.500 mq con circa 300 posti a sedere, 2.300 mq di aule didattiche con circa 1.500 posti, e uffici per circa 400 postazioni di lavoro. Il completamento del Complesso recupera uno spazio di vita sociale, aperto alla città: approfondisci

La proiezione dell’Ateneo verso il nono secolo di storia significa anche la possibilità di costruire nuovi luoghi del sapere, così da distribuire in modo organico e razionale le attività frammentate o sacrificate in spazi inidonei, e valorizzare, anche dal punto di vista architettonico, la presenza dell’Università in città, conferendole sempre più il volto di un campus aperto alla partecipazione della cittadinanza e del territorio.

Piave Futura

L’ex caserma Piave acquisisce nuove sembianze con un intervento volto alla creazione di un campus universitario. Uno spazio storico di 51.000 metri quadrati, interpretato dalla creatività di un grande architetto, David Chipperfield, viene trasformato in un luogo dedicato a giovani e cittadinanza, percorribile esclusivamente a piedi o in bici. Il progetto, vincitore di una competizione internazionale per idee progettuali bandita dall’Ateneo  recupera gran parte degli edifici già esistenti facendoli entrare fluidamente in dialogo con ampie aree verdi. Approfondisci

Polo dell’ingegneria in Fiera

La ristrutturazione di un padiglione della Fiera di Padova darà origine a un nuovo polo didattico per le lauree di Ingegneria, in continua crescita: per dare nuovo spazio alla formazione di figure professionali di cui il mondo produttivo ha bisogno e, allo stesso tempo, per favorire l’incontro, la condivisione di obiettivi, la progettazione comune. Secondo il progetto, la struttura si articola su quattro piani fuori terra, con aule per la didattica frontale, sale studio, spazi dedicati alla socializzazione e spazi funzionali. Approfondisci

Casa dello Studente Fusinato
La ristrutturazione della Casa dello Studente Fusinato, luogo indissolubilmente legato alla vita del nostro Ateneo, diventerà la residenza della nostra Scuola Galileiana di Studi Superiori, percorso di eccellenza che completa i corsi di laurea dell’Ateneo con attività mirate, in un ambiente multidisciplinare. Approfondisci

Complesso di Via Campagnola
Tre aule da 250 posti l’una e un’area verde che verrà messa a disposizione della città: quello di via Campagnola è un investimento nel cuore di Padova, fra due cimiteri ebraici, che permetterà la comunicazione e il passaggio dei cittadini in un’area giardino recuperata alla vita pubblica e rivitalizzata dalla presenza degli studenti Unipd.  Approfondisci

Nido per l’infanzia Milla Baldo Ceolin

L’Università di Padova mette a disposizione del proprio personale un nido d’infanzia con un progetto educativo innovativo e a condizioni economiche favorevoli, come parte delle azioni previste dal proprio Gender Equality Plan a sostegno della genitorialità e del bilanciamento vita-lavoro. La nuova struttura, intitolata alla grande scienziata padovana Milla Baldo Ceolin, si trova a Padova in via Ognissanti. Approfondisci

Istituto ex Cini Chioggia