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La statua di Elena Cornaro Piscopia

Ai piedi di uno degli scaloni d’accesso al piano superiore di Palazzo del Bo, la statua di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, donna famosa e ammirata per essere la prima laureata al mondo (magistra et doctrix), proprio alll’Università di Padova.
Questo monumento, nel corso della storia, si è rivelato per molti aspetti “ingombrante”.

Scomparsa prematuramente all’età di trentotto anni, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia fu da subito protagonista di molteplici tributi. A distanza di un mese dalle esequie il padre Giovanni Battista Cornaro prese contatti con il celebre scultore Bernardo Tabacco per la realizzazione di un cenotafio da posizionarsi nella navata centrale della Basilica del Santo a Padova.

L’opera non ci regala solo un ritratto verosimile di Elena, realizzato a pochi anni dalla sua morte, ma soprattutto, rapportata alle altre figure che costituivano il complesso oggi perduto, permette di meglio comprendere come i contemporanei interpretassero l’eccezionale sua impresa. Grazie alla descrizione contenuta nella seconda edizione della Vita di Helena Lucretia Cornara Piscopia di Massimiliano Deza (1692), sappiamo infatti che il cenotafio era costituito da diverse statue in marmi colorati di filosofi, dottori della chiesa, allegorie delle virtù, disposte su più livelli a simboleggiare l’alto valore morale di Elena, la cui statua a grandezza naturale tutt’oggi conservata campeggiava al centro dell’ordine superiore.

Nel 1727 a seguito di problemi economici della famiglia, Girolamo Baldissera, fratello minore della nostra, fu costretto a rinunciare ad alcuni beni di famiglia e l’ingombrante cenotafio venne rimosso dalla Basilica. Quasi cinquant’anni dopo una nobile donna anch’essa letterata , Caterina Dolfin moglie di  Andrea Tron, procuratore di San Marco e riformatore allo Studio, recuperò la statua di Elena e decise di collocarla all’interno dell’Università di Padova.

Rimosso dal suo contesto d’origine, liberato dalle tante allegorie che lo attorniavano, qualificandolo, rimane il monumento di una donna intelligente e tenace , una figura che da ormai più di tre secoli abbatte ogni forma di stereotipi di genere.