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La fondazione dell’Orto botanico

Edificato con grande probabilità su progetto dell’architetto Andrea Moroni, l’Orto medicinale viene creato sulla base di una struttura circolare con un quadrato inscritto e, a sua volta suddiviso in quattro quadrati più piccoli, da due viali perpendicolari. Al suo interno, alcune aiuole formano disegni geometrici diversi l’uno dall’altro. Nel 1552, a causa dei continui furti di piante, la struttura viene circoscritta da un muro.

Nei secoli successivi l’Orto subisce modifiche e trasformazioni, arricchendosi di statue, fontane, busti ed elementi decorativi ma tali da non alterare la struttura d’origine; nel tempo vengono aggiunte anche le serre e l’aula a emiciclo, il cosiddetto ‘teatro botanico’. L’intera struttura si ingrandisce invece oltre il muro di cinta, solo nell’800.
Oggi l’Orto botanico, considerato l’origine di tutti gli orti botanici del mondo, accoglie circa 7000 esemplari appartenenti a oltre 3500 specie diverse, specie rare e maestose, tra cui un platano orientale del 1680 con il fusto cavo, un ginkgo del 1750 e una magnolia forse risalente al 1786, ma anche una palma di San Pietro messa a dimora nel 1585 e che Goethe descrisse nel suo saggio sulla metamorfosi delle piante.

Quella che un tempo era la dimora del prefetto, un grande edificio che risale al XVII-XVIII secolo, oggi è uno spazio espositivo che ospita la Biblioteca storica, l’Archivio e la Banca del Germoplasma.
Oggi in Orto botanico trova sede un Erbario, che conta circa 600.000 esemplari tra cui anche specie estinte, cui si affianca una collezione di alghe, l’Algario.
Dal 1997, come bene culturale, viene inscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco (World Heritage List).

A seguito dell’acquisizione di una nuova area a sud dell’Orto botanico antico, dal 2014 sono state aperte al pubblico le nuove serre del Giardino della biodiversità che ospitano circa 1.300 specie vegetali simulando le condizioni climatiche dei vari sistemi ambientali.

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