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Il teatro è affollato, il pubblico freme. La musica di un’orchestrina, la luce delle candele che illumina il centro della scena.
Tutto è pronto.
Entrano i protagonisti: il professore di anatomia e il cadavere di un condannato a morte. Silenzio in sala, inizia l’autopsia: una lezione dal vivo che può durare anche una settimana, un vero e proprio “spettacolo” cui tutti vogliono assistere.
Il palcoscenico è unico, si chiama Teatro anatomico.
È il primo esempio al mondo di struttura permanente creata per l’insegnamento dell’anatomia,

una delle basi della nascita della medicina moderna in Europa e nel mondo.
Inaugurato il 16 gennaio 1595, sotto la guida di Girolamo Fabrici d’Acquapendente, il grande anatomista cinquecentesco, è il simbolo dell’eccellenza della scienza medica padovana: un filo che da Andrea Vesalio e William Harvey, a Giambattista Morgagni, conduce ai giorni nostri e alle conquiste della medicina contemporanea.

La conoscenza è libertà.

Il teatro è affollato, il pubblico freme. La musica di un’orchestrina, la luce delle candele che illumina il centro della scena. Tutto è pronto.
Entrano i protagonisti: il professore di anatomia e il cadavere di un condannato a morte. Silenzio in sala, inizia l’autopsia: una lezione dal vivo che può durare anche una settimana, un vero e proprio “spettacolo” cui tutti vogliono assistere. Il palcoscenico è unico, si chiama Teatro anatomico.
È il primo esempio al mondo di struttura permanente creata per l’insegnamento dell’anatomia, una delle basi della nascita della medicina moderna in Europa e nel mondo. Inaugurato il 16 gennaio 1595, sotto la guida di Girolamo Fabrici d’Acquapendente, il grande anatomista cinquecentesco, è il simbolo dell’eccellenza della scienza medica padovana: un filo che da Andrea Vesalio e William Harvey, a Giambattista Morgagni, conduce ai giorni nostri e alle conquiste della medicina contemporanea.

La conoscenza è libertà.