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“La città sente che qua dentro, ora, si raduna ciò che distruggere non si può: la costanza e la forza dell’intelletto e del sapere”. Le parole risuonano nell’aula stipata. È il 9 novembre 1943. Il rettore Concetto Marchesi inaugura l’anno accademico di Padova allontanando dal podio alcuni violenti con la divisa della Repubblica di Salò. Il suo è un discorso storico, in difesa della libertà e della giustizia. Un atto di rivolta e contestazione unico nell’Italia occupata dai tedeschi.

Dopo pochi giorni entra in clandestinità, ma grazie al suo coraggio e al sacrificio di tanti, studenti e docenti padovani entrati nella Resistenza, due anni più tardi l’anno accademico si aprirà in un 1945 pacificato e l’Università di Padova, unico tra gli atenei italiani, riceverà l’alto riconoscimento di medaglia d’oro al valor militare per 116 caduti nella lotta partigiana al nazifascismo, di cui 107 studenti dell’Ateneo.

La conoscenza è libertà.

“La città sente che qua dentro, ora, si raduna ciò che distruggere non si può: la costanza e la forza dell’intelletto e del sapere”. Le parole risuonano nell’aula stipata. È il 9 novembre 1943. Il rettore Concetto Marchesi inaugura l’anno accademico di Padova allontanando dal podio alcuni violenti con la divisa della Repubblica di Salò. Il suo è un discorso storico, in difesa della libertà e della giustizia. Un atto di rivolta e contestazione unico nell’Italia occupata dai tedeschi. Dopo pochi giorni entra in clandestinità, ma grazie al suo coraggio e al sacrificio di tanti, studenti e docenti padovani entrati nella Resistenza, due anni più tardi l’anno accademico si aprirà in un 1945 pacificato e l’Università di Padova, unico tra gli atenei italiani, riceverà l’alto riconoscimento di medaglia d’oro al valor militare per 116 caduti nella lotta partigiana al nazifascismo, di cui 107 studenti dell’Ateneo.

La conoscenza è libertà.