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Quelli di Enrico Bernardi sono forse i passi più giovani a risuonare nelle sale dell’Esposizione provinciale d’agricoltura, industria e belle arti di Verona del 1856: ha solo 15 anni e in quell’occasione presenta il suo prototipo di locomotiva. È l’inizio del viaggio. Oggi il suo nome è legato alla nascita dell’automobile. Ma il suo non è solo talento, è anche impegno: si laurea in matematica all’Università di Padova e qui resta come docente e direttore del Gabinetto di Macchine fino al 1915.

Ed è amore: la motrice Pia, primo veicolo con motore a benzina, porta il nome della figlia, e con il motore Lauro, omaggio al figlio, trasforma la bicicletta nel primo “motorino” a benzina. Il prototipo di auto a tre ruote, progettato e costruito «colle proprie mani» nel 1894, è oggi conosciuto come vettura Bernardi: targa 42-2, è ancora oggi funzionante e “marciante” su strada piana.

La conoscenza è libertà.

Quelli di Enrico Bernardi sono forse i passi più giovani a risuonare nelle sale dell’Esposizione provinciale d’agricoltura, industria e belle arti di Verona del 1856: ha solo 15 anni e in quell’occasione presenta il suo prototipo di locomotiva. È l’inizio del viaggio. Oggi il suo nome è legato alla nascita dell’automobile. Ma il suo non è solo talento, è anche impegno: si laurea in matematica all’Università di Padova e qui resta come docente e direttore del Gabinetto di Macchine fino al 1915. Ed è amore: la motrice Pia, primo veicolo con motore a benzina, porta il nome della figlia, e con il motore Lauro, omaggio al figlio, trasforma la bicicletta nel primo “motorino” a benzina. Il prototipo di auto a tre ruote, progettato e costruito «colle proprie mani» nel 1894, è oggi conosciuto come vettura Bernardi: targa 42-2, è ancora oggi funzionante e “marciante” su strada piana.

La conoscenza è libertà.